Oggi, un’altra domanda compare sempre più spesso nei capitolati, «Qual è l’impatto ambientale di questa IA?»
È un cambiamento importante e positivo. Perché un’IA utile non deve solo essere performante e sicura, deve anche essere responsabile nell’uso delle risorse.
In Specgen, vediamo questa evoluzione molto chiaramente. In molti progetti, la riservatezza resta indispensabile… ma non è più l’unico requisito. Le organizzazioni cercano ormai approcci più sobri, meno calcolo inutile, meno scambi di rete e un’infrastruttura meglio ottimizzata.
Green IT: 5 criteri semplici (e molto efficaci) da inserire nella vostra checklist
Ecco alcuni criteri di Green IT che si vedono sempre più spesso nelle aziende.
1) Limitare le chiamate API inutili
Ogni richiesta ha un costo: calcolo lato server, traffico di rete, latenza, log, retry, ecc.
Ridurre le chiamate inutili (polling, autopilot permanente, aggiornamenti automatici) è spesso una delle leve più immediate.
Capgemini promuove inoltre approcci di sobrietà dal lato dell’uso. Per esempio, un articolo recente spiega come pratiche di prompting più “efficaci” possano contribuire a ridurre consumi ed emissioni, mantenendo al contempo le prestazioni.
2) Evitare il “lift-and-shift” senza eco-progettazione
Migrare verso il cloud non basta se l’applicazione resta inefficiente: Capgemini sottolinea che un “lift-and-shift” può annullare parte dei benefici se l’architettura non viene ripensata con una logica sostenibile (green cloud architecture, migliore utilizzo delle risorse).
3) Ottimizzare gli scambi tra livelli (front, back, IA, storage)
Meno chiacchiericcio di rete = meno consumo e spesso più velocità.
Cache intelligente, batching, compressione, formati adeguati… sono dettagli tecnici, ma su larga scala cambiano tutto.
4) Scegliere infrastrutture trasparenti e impegnate
I fornitori cloud e i data center non sono equivalenti quanto a tracciabilità ambientale. Impegni chiari (obiettivi, fattori energetici a basse emissioni di carbonio, reporting) facilitano la governance.
5) Mettere l’essere umano al centro delle azioni “costose”
Uno dei migliori principi del Green IT: avviare il calcolo solo quando è utile.
Il nostro approccio in Specgen: un’IA responsabile nell’uso delle risorse (e sotto controllo)
1) Zero “autopilot” permanente, ogni azione è attivata dall’essere umano
Ogni azione dell’IA è attivata e guidata dall’utente, "human in the loop".
Evitare di far girare potenza GPU/CPU se nessuno ne ha bisogno.
Abbiamo ottimizzato Specgen eliminando gli scambi automatici inutili: niente richieste “in background” che girano in continuo “nel caso servissero”. Risultato: meno chiamate, meno calcolo, più controllo.
È una buona pratica Green IT… e una buona pratica di business: le azioni dell’IA diventano utili, spiegabili e allineate al bisogno reale.
2) Nessuna API esterna: perché è un vantaggio (ecologico e sicurezza)
Quando una soluzione dipende da API esterne, si aggiunge:
• trasferimenti di rete aggiuntivi,
• strati di elaborazione fuori controllo,
• della latenza e dei retry,
• dipendenze che complicano la governance.
Restando su una catena controllata, si riducono sia il rischio sia lo spreco (traffico + calcolo), semplificando al contempo la conformità.
3) On-Premises: ottimizzazione GPU per ospitare in modo “meno esigente”
Per i deployment On-Premises, abbiamo ottimizzato l’esecuzione per utilizzare meglio le risorse GPU ed evitare il sovradimensionamento.
L’obiettivo è chiaro: consentire un hosting meno energivoro e meno costoso, senza sacrificare la qualità.
Un’IA specializzata e correttamente dimensionata evita spesso chiamate ridondanti ed elaborazioni non necessarie, mentre un uso di IA “generalista” e non controllato può creare un consumo eccessivo. La leva principale resta la progettazione e gli usi.
4) Cloud: hosting francese presso OVHcloud, con indicatori pubblicati (e comparabili)
Per i nostri clienti in modalità Cloud, abbiamo scelto un hosting in Francia, in particolare presso OVHcloud. Questa scelta si basa anche su indicatori ambientali pubblicati e facili da confrontare.
Per l’esercizio FY2025, OVHcloud comunica in particolare:
• PUE di gruppo: 1,24 (efficienza energetica). Come riferimento, la media del settore è di circa 1,56.
• WUE gruppo: 0,34 L/kWh (efficienza idrica). Un ordine di grandezza spesso citato per l’industria è intorno a 1,8–1,9 L/kWh.
• REF: 100% (fattore di energia rinnovabile, secondo una metodologia standardizzata).
Conclusione: “IA Green” = performance + sobrietà + controllo
Ciò che cambia oggi è che la sobrietà digitale non è più un “bonus”: è un requisito di business.
Scegliere uno strumento di IA significa quindi arbitrare su 3 pilastri:
1. Sicurezza e riservatezza
2. Efficienza e valore operativo
3. Impatto ambientale e sobrietà
In Specgen, riteniamo che si possano fare tutte e tre le cose. Un’IA utile, performante e sicura… senza sprechi automatici e con un’infrastruttura coerente con le sfide di sovranità e di ambiente.

